I musei di Firenze
espongono opere di alto valore artistico e stupende sculture di
ineguagliabile fattura. Pensando per un attimo a tutte le difficoltà
che c'erano intorno al '400, viene da pensare come abbiano fatto gli
artisti a scolpire statue e dipingere i quadri con i materiali
rudimentali dell'epoca.
Museo di Palazzo
Vecchio
Nel pieno centro si erge
la costruzione del 1300 iniziato da Arnolfo di Cambio e in seguito
decorato da Michelangelo, Ghirlandaio, Bronzino, Giambologna e Vasari.
Attualmente è sede del Comune di Firenze e in più occasioni importanti
appuntamenti espositivi fanno da illustre cornice alle opere
Galleria degli
Uffizi.
E' probabilmente la più
importante galleria d'arte d'Italia posta in un edificio, forse, il più
antico d'Europa. Le collezioni di dipinti è esposta al terzo piano
della costruzione. Anche per i disabili l'accesso è agevolato. I più
importanti artisti della storia hanno i loro capolavori esposti in
questa enorme galleria. Sotto i 18 anni e sopra i 60 anni l'ingresso è
gratuito.
Galleria Palatina
Imponente palazzo
costruito dal 1458 su disegno del Brunelleschi, in seguito ampliato da
Cosimo II dei Medici. Vi si trovano collocati molti dipinti, alcune tele
risalgono al 1500-1600.
Sempre all'interno del
palazzo sono presenti altre collezioni: Galleria d'Arte Moderna (pittura
italiana dal neoclassicismo al 1900 e sculture di artisti stranieri),
museo Dgli Argenti (conserva ricche raccolte di oggetti preziosi).Museo
delle Porcellane, conserva produzioni della Real Fabbrica di Napoli,
Rchard Ginori di Doccia e Sevres tra le più importanti, inoltre la
donazione di Contini-Bonaccossi (sculture del Bernini, dipinti di
Velasquez, Goya, Veronese e Bellini) e Galleria del costume che espone
esemplari di abiti storici dagli inizi del 1700 al primo 1900.
Museo del Bargello
Importanti raccolte di
Michelangelo, Donatello e sculture di Luca della Robbia della scuola
rinascimentale Toscana, sono una collezione da vedere in questo palazzo
adiacente a piazza Della Signoria.
Museo Bardini e
galleria Corsi
Il comune di Firenze riceve in dono da
Stefano Bardini una serie di tele del '400 e un'importante collezione di
reperti romani, gotici ed etruschi. Queste opere sono adesso visibili al
pubblico in Piazza de Mozzi
Biblioteca
Medicea Laurenziana
Michelangelo disegnò e
seguì la costruzione della Biblioteca dove sono custoditi importanti
codici del rinascimento, dell'antichità classica e dell'umanesimo
Alti musei
interessanti sono:
Museo dell'opera
del Duomo
Museo dell'opera
di S.Croce
Museo di storia
Naturale Sez.Mineralogia
Museo d storia
Naturale Sez.Zoologia
Museo e Chiostri
monumentali di S.Maria Novella
Museo e Istituto
di Storia e della Scienza
Museo Archeologico

Folclore
e
curiosità storiche
Grazie
alla collaborazione di Giancarla è possibile la realizzazione di questa
pagina.
Sapete
perché Boboli si chiama proprio così?
Alcuni faranno riferimento al Giardino di Boboli dal nome della collina
omonima......... ma perché: BOBOLI ?
...........................vuole
che fosse Boboli "un boschetto, ove ogni anno per la festa
dell'Ascensione concorre gran quantità di popolo"; da
"popolo", "poboli" a "Boboli" il passo è
molto semplice e breve!
Anticamente vi erano
delle burle fatte dai giovani i quali non avevano altro modo per
divertirsi.
E' bene fare una premessa.
A Firenze, nel giorno di Pasqua, c'è "lo scoppio del carro".
Consiste nel fare volare una colomba posticcia dall'altare maggiore
della chiesa Santa Maria del Fiore (duomo) attaccata a un filo, fino a
piazza San Giovanni attraversando tutta la navata principale della
chiesa. Per "volare" viene acceso un razzo incorporato nella
colomba. Alla fine della corsa (volo) va a urtare contro un carro pieno
di fuochi pirotecnici e petardi. Questi si incendiano se la colomba
giunge fino a destinazione. I contadini confidano in un'annata propizia
per i raccolti se l'esito è favorevole.
Ecco quello che facevano i giovani............
Sembra
che una volta molti contadini venissero a Firenze di buon mattino, il
giorno di Pasqua, per trovare un buon posto dal quale vedere al meglio
il volo della colombina e ricavarne le previsioni per i futuri raccolti.
I giovanotti "cittadini", non trovavano di meglio
per divertirsi che piazzarsi alle spalle di questi sempliciotti, armati
di grossi canestri che al momento opportuno, proprio allo scoppio del
carro,calavano in testa al povero villano di turno impedendogli di
vedere ciò che aveva atteso per ore.
Festa
del grillo
Nel giorno
dell'Ascensione si celebra nel parco fiorentino delle Cascine una festa
legata a una vecchia tradizione: La festa del grillo.
Non è dato a sapere la data precisa di questa festa, ma si parla del
1500.
La festa potrebbe dirsi "fare la festa al grillo", ovvero
sbarazzarsi dell'insetto.
Pare che negli anni andati questi distruggesse i raccolti quindi una
calamità per i poveri contadini.
Agostino Lapini scrisse sul suo diario:
"A
dì 8 luglio 1582, nel popolo di s. Miniato a Strada...... vi comparse
tanta e si grande quantità di grilli che divororno ogni cosa; di maniera
che si comandò a parecchi populi di detto paese che andassimo 'ammazzargli',
e vi ragunorno più di mille uomini...... Morinonsi detti grilli, se non
tutti la maggior parte....."
Un'altra credenza dice che questi
insetti, dal canto primaverile, portasse gioia e benessere. Veniva quindi
catturato e portato a casa. I fiorentini partivano di buon'ora dalle loro
casse, tutta la famiglia era diretta al parco delle Cascine. Le donne
stendevano a terra delle tovaglie preparando il cibo. I giovani andavano a
caccia del grillo e con la scusa della ricerca si appartavano per qualche
minuto.
Oggi, invece del cibo
portato da casa, si consuma panini e birra; è' preferibile mettere mani
al portafoglio.
I giovani? Non hanno certo bisogno della festa del Grillo per appartarsi.
Lo
scoppio del carro
Pazzino de' Pazzi partecipò
alla crociata in Terrasanta voluta da Papa Urbano II e guidata da Goffredo
da Buglione con suo fratello Baldovino. Raccontano le cronache che Pazzino
si comporto molto coraggiosamente, fu tra i primi a dare l'assalto.
Dopo qualche anno di permanenza in Terrasanta tornò a casa carico
di gloria e anche di qualche pietra che lui giurava di aver tolto dal
santo Sepolcro.
Queste pietre costituiscono la fase di partenza della
manifestazione (unica nel suo genere in Italia) conosciuta come lo
"scoppio del carro".
Ma se lo scoppio si svolge alle ore 11 del mattino della Pasqua, la
cerimonia ufficiale inizia molto prima nella chiesa dei SS Apostoli dove
il sacerdote sfregando le pietre scaturisce la scintilla che accende il
cero pasquale. A sua volta il cero deve rendere incandescenti i
carboni appositamente sistemati in un "porta fuoco". I carboni
vengono, poi, consegnati dalle maggiori autorità cittadine,
all'arcivescovo che celebra la Messa solenne sull'altar Maggiore di S
Maria Del Fiore (duomo).
Al momento del "Gloria"
l'arcivescovo accende la miccia di una colomba la quale attraversa tutta
la cattedrale fino a giungere al "Brindellone" come hanno
battezzato i fiorentini il "Carro del fuoco"
I primi "scoppi" risalgono al XVI secolo.
La
rificolona
Secondo
la tradizione cristiana l' 8 settembre nacque la madre di Gesù, in un
anno imprecisato non lontano da Nazaret.
Una delle maggiori basiliche di Firenze, Santissima Annunziata
(nell'omonima piazza), è dedicata al suo culto.
In questo giorno le genti che popolavano le campagne nei dintorni
della città si recavano nella chiesa per pregare. Lo facevano di sera,
quando il lavoro nei campi era finito. Il pellegrinaggio fino a SS
Annunziata era schiarito da delle lanterne di carta con al centro una
candela. Le viottole e le strade non erano quelle di oggi e
l'illuminazione era data da queste specie di lanternine cinesi.
Via via che si concentravano verso la chiesa lo spettacolo delle lanterne
era suggestivo.
Alcuni portavano con se: latte, formaggio, frutta e altro; era
un'occasione per scambiarsi i loro prodotti.
Al ritorno alcuni ragazzi dispettosi facevano in modo di colpire le
lanterne (rificolone) per far proseguire il viaggio al malcapitato al
buio.
Ancora oggi questa tradizione è molto viva nei fiorentini. Il giorno 7
settembre tutti in piazza SS Annunziata con i lanternini tenuti da un
bastoncino di canna; i più piccoli portano la rificolona e i più
grandicelli cercano di spengerle con una cannuccia caricata con un
proiettile di stucco. Soffiando con forza dentro la cannuccia lo stucco
sfonda la carta e fa cadere la candela..... la rificolona si incendia.
L'incendio della rificolona è di buon auspicio.
