GALLERIA
DEGLI UFFIZI
Il
progetto della Galleria, ideato da Cosimo I de' Medici, fu
realizzato dal figlio Francesco I, che, dopo aver fatto costruire la
saletta della Tribuna dal Buontalenti per le medaglie antiche e altre
raccolte d'arte, fece decorare il soffitto del primo corridoio per
disporvi famosi ritratti e soprattutto pregevoli sculture, denominata «Galleria
delle sculture». La Galleria venne incrementata con le opere portate da
Roma da Ferdinando I, che rinunciò alla carica di Cardinale per
divenire granduca di Toscana al posto del defunto fratello Francesco I.
I Medici, padroni ormai assoluti della città e della Toscana
imparentandosi con grandi casate, arricchirono sempre di più la
Galleria, come avvenne sotto Ferdinando II, che sposò Vittoria della
Rovere. Più tardi Cosimo III fece ingrandire la Galleria per potervi
ospitare le opere ereditate dallo zio Cardinale Leopoldo. Con
l'estinzione dei Medici, l'ultima di essi, Anna Ludovica, morta nel
1737, dispose col cosiddetto «patto di famiglia», tenutosi a Vienna
nel 1737, che tutti i tesori d'arte restassero a eterno godimento dei
Fiorentini e dei visitatori di tutto il mondo. Grazie a questo
testamento si sono potute recuperare tante opere d'arte trafugate o
rubate nell'ultima guerra, cosi come avvenne con le spogliazioni
napoleoniche, anche se, purtroppo, molti capolavori rimasero in Francia.
I Lorena, successori dei Medici,
arricchirono la Galleria facendo costruire la bella sala per potervi
esporre il gruppo marmoreo della «Niobe e Niobidi». Con la cacciata
dei Lorena (1859) la Galleria, passando allo Stato, venne riordinata con
criteri museografici. Col riordinamento avvenuto dopo l'ultima guerra
non solo possiamo ammirare con più chiarezza l'evolversi della pittura
fiorentina e toscana e la grande influenza che questa esercitò sulle
altre regioni italiane, ma possiamo anche meglio osservare i grandi
benefici che trassero gli artisti italiani e stranieri conoscendosi a
vicenda, come mostra, tra gli altri esempi, L'Adorazione dei Pastori del
Van der Goes a confronto con le opere degli artisti fiorentini che a
essa s'ispirarono. Così le opere del Bellini a confronto con quelle del
Dùrer mostrano chiaramente il fascino che subì il grande artista
tedesco a contatto con i pittori veneziani.
PALAZZO DEGLI UFFIZI
Elegante edificio manieristico che racchiude tra due ali
la stretta e lunga Piazza degli Uffizi, fatto costruire da Cosimo I per
accogliervi i suoi uffizi giudiziari e amministrativi. Iniziato dal Vasari
(1559), fu terminato nel 1585 dal Buontalenti e Alfonso Parigi. Il
palazzo, chiuso sul lungarno, con portico a ritmo serrato e architravato,
si distende in ampie aperture e allunga lo scenario di Piazza della
Signoria, unendo Palazzo Vecchio all'Arno. Il palazzo degli Uffizi, ultima
creazione postmichelangiolesca, fu ispirato all'architettura della
Biblioteca Laurenziana, Le sculture che vediamo nelle nicchie dei pilastri
lungo il portico, raffiguranti Toscani illustri, sono opera del secolo
scorso. Tra le più notevoli, quella di S. Antonino di Giovanni Dupré
(1854), e quella di Niccolò Machiavelli di Lorenzo Bartolini (1846).
Nel fianco del palazzo, nei
locali terreni degli Uffizi, sono visibili importanti resti della chiesa
romanica di San Piero Scheraggio consacrata nel 1068. Quando fu costruito
il palazzo, essa vi venne incorporata. Il tempio fu sede dei consigli
comunali; vi si promulgò la riforma popolare di Giano della Bella (1292);
Dante e Boccaccio vi parlarono pubblicamente.
L'ala destra degli Uffizi è
preceduta dall'antico fabbricato della Zecca, del quale rimane solo il
piano terreno. Tra questo edificio e l'inizio dell'ala destra del portico
si apre, sotto l'arco di via Lambertesca, la Porta delle Suppliche,
originale architettura di Bernardo Buontalenti, sormontata da un busto di
Cosimo I° attribuito a Giovanni Bandini. Proseguendo in via Lambertesca,
a sinistra, le case dei Pulci, ora sede dell'Accademia dei Georgofili,
istituzione fra le più antiche per lo studio delle scienze
economiche e agrarie. Hanno sede attualmente nel palazzo degli Uffizi
l'Archivio di Stato e la Galleria degli Uffizi. L'Archivio di
Stato,contiene le raccolte lei documenti relativi alla storia di Firenze e
della Toscana, dai primi albori all'età moderna. Alle raccolte e alla
biblioteca specializzata si aggiunge una interessante Sala di esposizione,
nella quale sono visibili, disposti in bacheche documenti e cimeli della
storia di Firenze e d'Italia. Tra i documenti più famosi si ricorda il
Fiorinaio, o registro della Zecca di Firenze.