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Una favola per te

Titolo:  Cioccolato
autore :
io

Carlo, un bambino di otto anni con occhi azzurri e capelli biondi,
un giorno, mentre tornava da scuola, incontrò un cane tutto nero e si mise un po' di paura.

Non si mise paura per la vista di quel cane, ma perché era nero. Si spaventò per il colore che aveva.
 Passato lo spavento Carlo si avvicinò al cane e questo si mise a scodinzolare per la contentezza.
Il giorno dopo il cane  seguì Carlo senza che lui se ne accorgesse. Carlo sentiva la presenza del cane ma non volle voltarsi. Allora il cane comincio a parlare. Parlare??? Si, a parlare.

*Ehi! Carlo, devi farmi un piacere.*

Disse il cane. Carlo rimase sbalordito. come poteva parlare un cane? Non era possibile, pensò Carlo.

*Ma dici a me? *

Chiese al cane facendosi coraggio.

*Si! Dico a te.*

*Ma che piacere dovrei farti? Sei un cane.*

*No!!! Non sono un cane. Alla vista degli altri, si, sono un cane. Ma tu mi puoi aiutare.*

*Cosa dovrei fare?*

*Devi sapere che per vedermi come sono in realtà dovresti diventare nero anche tu.*

*Io?!?! E come faccio?*

*E' questo il problema..... non lo so!*

*E lo dovrei sapere io?*

*Ti prego aiutami, fai qualcosa.......*

Carlo senti la sincerità in quelle parole e cominciò a pensare come poteva fare per diventare nero.

*Ma devo proprio....... diventare...... nero?*

Domando Carlo al cane.
*Bhe, proprio nero no, ma quasi.*

*Mmhhh!! *-----------Mugugnò Carlo.

*Incontriamoci domani e ti farò sapere.* ................Disse rivolgendosi al cane.

Il giorno dopo il cane aspettava di vedere il suo amico Carlo ma non riusciva a vederlo all'entrata della scuola.
Ma quello che meravigliò di più il cane era il fatto che vedeva tutti bambini negri.

<Avrò sbagliato scuola?>
Pensò il cane

*Ehi. Tu. Non vieni a scuola? Dove hai messo i tuoi libri?

*Ehi. Dico a te. Che aspetti a entrare. La lezione sta per cominciare.*

Il cane si voltò e vide il custode della scuola che si avvicinava a lui.

*Ma allora cosa aspetti? Vieni che ti accompagno.*

Il cane si senti prendere la mano. Era una mano vera; non una zampa.

Incominciò a abbaiare ma in verità erano urli di gioia.

Vide Carlo all'ingresso della scuola tutto nero.

*Carlo, ma come hai fatto a diventare nero?*
*Sssssshh!! Zitto, ho fatto il bagno nel cioccolato.*

Il cane, opss, il bambino negro abbraccio Carlo e.............
.......gli diede una.........
................. leccata.

FINE

 

 

 

 

*** ***

L'allegra compagnia di Sitoaperto