Web-Link TopSites
preferiti   # download  cartoline    winner  Midi  grafica  guestbook    links     ?Cerca  mail

Firenze

Duomo e campanile
Battistero
Palazzo Vecchio
Uffizi e Galleria
Entra in Uffizi
Bargello
San Lorenzo
S. M. Novella
Santa Croce
Palazzo Pitti e Boboli
Ponte Vecchio
Una gita a Firenze
Musei e Folclore
La storia
S.M.Novella

bonsai

Storia e...
Club di Firenze
Per cominciare
Piante
Fisiologia
Radici e...
Stili e rinvasi
Il Filo
Prevenzione e cura
Da fare...
La pianta del mese
Riproduzione
Margotta
Talea
Seme
Propaggine
Innesti
I pionieri
Suiseki

Bambini

Amico?
Favola
Trovami
I racconti
Immagini
I leprotti
Colora
Tweety
Midi per te

Cucina

Antipasti
Primi
Secondi
Dolci

foto

 

Grazie del clik Puoi aiutarmi a crescere e questo sito sarà più grande
 

Cosa preferisci di questo sito?
Click Con un click puoi indicarmi quello che ti piace di più per un tuo parere

votami

Duomo e campanile

Arnolfo di Cambio (1296), iniziò il duomo in sostituzione dell'antica chiesa di S. Reparata. Dopo la morte di Arnolfo (1302), la Chiesa fu continuata da Giotto che morì nel 1337. Più tardi (1357) Francesco Talenti e Giovanni di Lapo Ghini continuarono la costruzione ampliando il piano arnolfiano. Nel 1412 il nome di S. Reparata fu cambiato in S. Maria del Fiore, con allusione al giglio fiorentino. Nel 1436, chiusa la cupola del Brunelleschi, la Chiesa venne consacrata da Eugenio IV.

Facciata di Emilio de Fabris (1881-88) fredda imitazione ottocentesca del gotico fiorentino, qui ispirato agli stessi fianchi del duomo. Le porte di bronzo con Storie della Vergine' sono opera, quella a sinistra e nel centro, del Passaglia (1897-1903); quella sul lato destro, del Cassioli (1899).

Interno . A croce latina a tre navate (lunghezza m. 153, larghezza della navata m. 38, nel transetto m. 90). Per vastità è la terza chiesa del mondo, dopo quelle di S. Pietro in Roma e S. Paolo, di Londra. La prima impressione di nuda semplicità scevra da ogni decorazione, si cambia poi in ammirazione, per le proporzioni controllate e misurabili, rispetto alle altre cattedrali nordiche. Lo slancio delle volte è frenato dal ballatoio, che corre al di sopra delle ampie arcate continuando sotto la cupola e lungo il perimetro del transetto. Lo spazio d'incrocio nei bracci corti a forma di trifoglio (a solido sostegno della cupola), è arricchito da cappelle e calotte laterali.

L'amplissimo spazio architettonicamente ben definito, è sostituito da semplici e solidi pilastri, fulgido esempio del gotico italianizzato. La luce penetra dal grande occhio della navata maggiore e dalle lunghe e strette finestre delle navate laterali. Opere più importanti nella facciata interna: Vetrata policroma, su disegno del Ghiberti. Nel quadrante dell'orologio, profeti, di Paolo Uccello. Alla navata destra, busto di Brunelleschi, opera del Buggiano suo allievo ed erede. Tabernacolo di legno con statua di profeta, di Nanni di Banco (1408). Busto di Giotto, di Benedetto da Maiano. Sono stati riportati alla luce i resti della preesistente chiesa di S. Reparata, di cui si conservano i muri perimetrali, alcuni affreschi, resti di decorazione muraria in cotto e di colonnine, lastre tombali del primo Trecento nonché la tomba di Filippo Brunelleschi. Sotto la navata destra, busto del floso!o Marsilio Ficino (m. 1499), di Andrea Ferrucci. Il coro ottagonale marmoreo, con bassorilievi di apostoli e profeti, opera maestra di Bandinelli (1555). In alto, Crocifisso ligneo di Benedetto da Maiano. Sui solidi bracci del transetto dai massicci pilastri si erge elegante e maestosa, la cupola del Brunelleschi, la prima dopo l'antichità (altezza m. 114), che ispirò quella di Roma e di S. Paolo in Londra. L'artista geniale, dopo i suoi studi condotti sui monumenti di Roma, tra cui il Pantheon, realizzò con spirito nuovo questa splendida cupola conservando tuttavia quello slancio di tipo gotico, che certo aveva in mente Arnolfo quando progettò la fabbrica trecentesca. Senza le tradizionali impalcature, Brunelleschi, con macchine di sua invenzione, trasportò il materiale in alto, realizzandovi la cupola ottagonale a spicchi separata da intercapedine che, sostenuta solidamente dal gioco di spinta e controspinta, si erge sempre più in alto sospesa, « tra cielo e terra ». La decorazione avrebbe dovuto essere in mosaico, secondo l'ideazione originaria, ma fu purtroppo alterata dal Vasari e dallo Zuccari che vi affrescarono il pomposo e manierato Giudizio finale (1572-79). Le splendide vetrate del tamburo sono dai cartoni di Donatello, Paolo Uccello, Ghiberti e Andrea del Castagno. Nelle nicchie dei bracci intorno al coro, figure di Apostoli, di scultori del '400; tra le più notevoli, S. Giacomo Maggiore di Jacopo Sansovino. Sulla destra del coro, porta della Sagrestia vecchia. Nel timpano, Ascensione di terracotta invetriata, di Luca Della Robbia (e. 1450). In fondo all'Abside sotto l'altare (spesso coperto), famoso reliquiario di bronzo del Ghiberti (1442), recante il Miracolo di S. Zanobi che resuscita il bambino alla presenza della madre e degli astanti. Sopra l'altare medio Ultima Cena del Balducci (XVI sec.). Ritornando indietro si ammira il complesso architettonico della chiesa. Sulla destra, porta di bronzo della Sagrestia nuova, di Luca Della Robbia, con pannelli raffiguranti: Madonna col Bambino Evangelisti e Dottori della Chiesa. Si osserva, nella testina calva in basso, l'autoritratto dell'artista. La splendida Resurrezione in terracotta invetriata nel timpano della porta è pure opera di Luca della Robbia.

 

*** ***

L'allegra compagnia di Sitoaperto