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Ci sono numerose varietà di piante. Tra le più comuni possiamo suddividerle in poche specie: conifere, piante sempreverdi e resinose; caducifoglie, essenze che in autunno perdono completamente le foglie per germogliare di nuovo in primavera. Ci sono sempreverdi che ben si prestano alla tecnica bonsai e danno fiducia al neofita. Un esempio può essere il ficus benjamin, che troviamo in un qualsiasi garden oppure il cotoneaster.

Per il primo approccio con una pianta è da tener conto di alcuni fattori fondamentali, il primo e il più importante è fare in modo che la pianta che tratteremo a bonsai possa adattarsi al luogo dove dovrà vivere. Chi avrà poco posto disponibile si dovrà accontentare di avere piante medio-piccole (alte 20 o 30 cm che sono di tutto rispetto). Allestire una parte di questo spazio creando un ambiente ombrato e leggermente umido per l'estate è quello che ci vuole per la sopravvivenza del nostro Bonsai. Vedremo via via che leggerete qualche consiglio.

 Una conifera stenterà a crescere sana in un terrazzo. Questa ha bisogno di umidità notturna (come i pini delle coste italiane) e non un caldo torrido, infatti queste piante si trovano in collina e in montagna. Per conifere si intendono quelle piante aghiformi e resinose quali pini e abeti. Ognuno dovrà scegliere la pianta che più si adatta al luogo di residenza.
Cercherò di descriverne le caratteristiche in modo che ognuno ne tragga le proprie conclusioni. Chi ha un giardino ha la scelta più ampia, mentre chi ha un terrazzo o balcone si accontenterà di una scelta più limitata ma, nonostante tutto, possono possono "allevare" degli splendidi MAME
(i Bonsai più piccoli)

Una pianta è vivente e come tale va rispettata, i suoi bisogni sono come i nostri: ripararsi dal gelo, dal gran caldo e alimentarsi. Tenendo conto che questa ipotetica pianta avrà noi come tutori, noi dovremo essere in grado di farla crescere sana e rigogliosa. Se apparentemente il bonsaista può fare delle operazioni strane, queste si limitano a mantenere sana e rigogliosa la pianta dando un motivo o movimento allo scopo di rendere più piacevole la sua attenzione verso il Bonsai.

A scuola i bambini imparano dagli insegnanti (come lo abbiamo fatto tutti noi) a non maltrattare la piante. A parte il rispetto della pianta appartenente a un proprietario, si insegna che le piante danno a noi un qualche cosa di più di quello che ci meritiamo, basti pensare all'inquinamento dai gas di scarico di industrie ecc. queste ci ricambiano con OSSIGENO indispensabile alla sopravvivenza della specie umana.

Non è detto che le piante da fiore non possano essere Bonsai. Si prestano molto bene dalle azalee al biancospino rispettivamente acidofila e neutra. (purché abbiano le caratteristiche per essere un Bonsai). L'azalea è una pianta dalla bellissima infiorescenza primaverile ma alla piegatura è fragile, quindi è bene non eccedere la modellazione in maniera repentina. Di contro il biancospino si lascia piegare ma ritorna facilmente nella sua posizione iniziale.
 Dopo l'infiorescenza dell'azalea bisogna togliere il fiore appassito e tagliare lasciando 2 - 3 foglie. Un consiglio, d'estate beve molto e un sottovaso con acqua non gli fa male. Per il biancospino le bacche seguono all'infiorescenza. Anche se sembra vivere in zone aride il crataegus (biancospino) ha bisogno che le radici abbiano sempre umidità.

Più piccoli sono e più soddisfazione danno.
Se il posto sul terrazzo è limitato certamente di piante grandi non se ne parla, ma di piccole sì.
Nella scelta dell'essenza da coltivare è preferibile scegliere piante dalla vegetazione fogliare piccola come può essere il cotoneaster (pianta che orna siepi e giardini). Il cotoneaster ha anch'esso l'infiorescenza primaverile e le bacche che seguono la fioritura. Ha una fitta vegetazione ed è facile la sua coltivazione.


Si può aggiungere altre piante, come il piracanta; anche questa essenza è di facile coltivazione purché se ne protegga le radici nei periodi di gelo.

 Un'ulteriore consiglio, non abbondate con l'acqua durante il periodo della fioritura.

Un particolare da non trascurare è la posizione geografica dove vi trovate. Anche se in un primo momento può sembrare trascurabile, ciò non lo è affatto. Guardatevi attorno e osservate la vegetazione che avete nella zona in cui vivete; avrete successo con i bonsai allevando piante del luogo. Anche se non piace l'idea di fare un bonsai da delle piante che si vede intorno al nostro habitat, ci rincuoriamo quando queste sopravvivono ad altre essenze non adattabili. Tutto si può fare, ma il neofita si troverà a disagio a trovare soluzioni assurde. Un abete, che notoriamente vive in alte quote, non troverà giovamento a sopravvivere in una zona balneare dove la frescura notturna è diversa.
Se invece dell'abete si opta per un pino ciò è molto meglio.

 Nella scelta delle piante non abbiate fretta. Prima di acquistare una pianta che all'apparenza è rigogliosa guardiamo tra la vegetazione e andiamo a vedere le cose principali. Il tronco è una caratteristica molto importante, deve essere conico, largo alla base e via via che sale più stretto; la ramificazione più bassa possibile e graduata, nel senso che, i rami più bassi siano più grossi di quelli in alto e con vegetazione fogliare più interna possibile Si può individuare meglio la forma da dare alla nostra pianta avendo da scegliere tra tanti rami.

 

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L'allegra compagnia di Sitoaperto