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Per
aiutare i nostri bonsai ad avere una forma particolare, consiste nella
legatura con filo metallico attorno al tronco, rami e rametti. Vengono
usati solitamente tre tipi di metalli: rame, ferro e alluminio. Il più
usato è il rame, seguito dall'alluminio e infine dal ferro, ormai
caduto in disuso. Questa tecnica viene usata solitamente per correggere
o per dare una impostazione alle piante dove non possiamo agire solo con
potature e non vi sia crescita di rami nella posizione da noi voluta, il
filo ci aiuta per raggiungere una corretta formazione del nostro bonsai.
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Prima
di dare esempi di legatura vorrei sfatare alcune dicerie sui bonsaisti.
Viene detto da alcuni che siamo i torturatori delle piante. Dal loro
punto di vista, l'ignoranza (la non conoscenza), forse non hanno tutti i
torti. Ma riflettiamo bene. Avete mai sentito parlare della legatura
delle viti (quelle che fanno l'uva)? E delle legature pei peri, meli,
peschi.... e altri?
Mi sembra di aver detto tutto. |

Tronchese "troncafilo"
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L'occorrente
Per la legatura della ramificazione della pianta e del
tronco, occorrono diversi spessori di filo che vanno da circa sei mm. il
più grosso fino a 0,7mm. La scalatura va da 1 mm a 0,5mm
rispettivamente dal più grande al più piccolo. (6--5,5--5--4,5)
Per avvolgere il filo intorno ai rami e al tronco occorrono delle
precauzioni; bisogna munirsi di rafia, pinze, tronchesi e uno
spruzzatore d'acqua
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Prima di cominciare
Prima di iniziare a legare
la nostra pianta è essenziale fare un disegno di quello che dovrà
essere l'aspetto finale. Non occorre che il disegno sia un affresco o
una pittura, l'importante è che noi stessi capiamo ed eseguiamo quello
che abbiamo disegnato. Oltre al disegno bisogna attenersi un po' alle
regole per avere un simpatico bonsai. I disegni della pagina delle
potature ci possono aiutare. L'aspetto della pianta deve essere
piuttosto triangolare e non importa che sia un triangolo isoscele o
triangolo rettangolo, l'importante è che la struttura finale non
esca dall'ipotetica figura geometrica.
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Cominciamo.......
......dal basso. La legatura si applica
dal basso verso l'alto e dall'interno verso l'esterno. Dopo una
spruzzata d'acqua sulla ramificazione e sulla rafia, si avvolgerà, a
spire soprammesse, la rafia ben tesa, la quale dovrà essere
avvolta per lo stesso senso in cui avvolgeremo il filo. E' un errore
avvolgere la rafia in senso orario per poi applicare il filo in senso
antiorario. |
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Antiorario o
orario.....
.....se deve tornare indietro
o se deve andare avanti. L'avvolgimento del filo implica anche una
torsione del ramo che ci accingiamo a legare. Se per esempio abbiamo un
rametto terziario posizionato alle ore 10, legando il ramo in senso
antiorario questo lo troveremo alle 8 e anche meno a seconda delle spire
eseguite. Se lo vogliamo rimettere al suo posto dobbiamo fare una torsione
del ramo che implica un allentamento delle spire e uno sforzo inutile. E'
meglio, in alcuni casi, fare in modo che vada alle 2 o le 3, girando il
filo in senso orario il quale avrà la rafia avvolta per lo stesso senso.
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Esempio di pessimo avvolgimento del filo. Sono stati
avvolti piccoli rametti.
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Le spire
Le spire non sono altro che i
"giri" del filo metallico. Non dovranno essere troppo fitte e
neppure troppo larghe, neppure troppo strette o troppo lente. Devono avere
un'inclinazione rispetto al ramo di 45° . Le stesse spire fatte con del
filo grosso dovranno lasciare il posto al filo più piccolo per legare i
rametti più esili.
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Quello che potrebbe capitare, dopo un anno, senza
togliere il filo
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Le misure da misurare
Di solito, salvo alcuni casi
di cui poi l'esperienza ci fa "maestri", il filo non dovrà
essere più piccolo di un terzo dello spessore del rametto da legare.
Nelle misure date del filo quello di 6mm è il più difficile da
avvolgere attorno al tronco o ramo data la sua consistenza. Fare molta
attenzione, tenere ben saldo con una mano il tronco e via via che si
sale si dovrà accompagnare il movimento con il pollice della mano
trattenitrice. I tronchetti di oltre 3 cm. di diametro non è per niente
facile piegarli, neppure con il filo. Bisogna escogitare un'altro
sistema. Eccolo. dopo avere messo la rafia, tagliare quattro pezzi di
filo più lunghi del pezzo che vogliamo piegare; avvolgere anche questi
con della rafia equidistanti tra loro aderenti allo strato sottostante
di rafia, avvolgere il filo attorno al ramo o tronco e cominciare a
piegare dalla parte voluta solo con le mani senza l'aiuto dei pollici.
E' un'operazione da eseguire con cautela, in più riprese a distanza di
qualche giorno per evitare lo sfibramento dei tessuti. E' molto
difficile spiegare ai diffidenti che così la pianta non soffre molto.
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Metodo per legare tre rametti secondari. Notare la
parte centrale che è il proseguimento della legatura del ramo primario
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Quando si avvolge il
filo?
In teoria il filo si può
avvolgere in tutti i mesi dell'anno, ma, salvo pareri discostanti tra
loro, è preferibile avvolgere i rami in autunno inoltrato a una
condizione: che il filo sia avvolto con cura e con la dovuta cautela,
dopo aver somministrato una buona dose di insetticida e piegare i rami
meno del desiderato per il semplice motivo che la linfa circola in
misura molto ridotta e una sfibratura metterebbe a repentaglio il ramo
trattato. Quando, agli inizi di primavera, la linfa comincia a gonfiare
le gemme è il momento di accentuare la piegatura ma è essenziale
togliere il filo dopo una settimana dando alla pianta la possibilità di
distribuire la linfa senza ostacoli. Si può riavvolgere il filo in
altra posizione dopo una quindicina di giorni senza trattenerlo più di
un mese o due a secondo dell'essenza trattata.
Questi sono i miei pareri, ogni bonsaista adotta i propri metodi e
stagioni.
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E' indispensabile il
filo?
Per certe piante il filo è
indispensabile ma per altre è inutile. Se vogliamo dei Bonsai
dall'apparenza molto vecchia direi di si, ma se vogliamo dei Bonsai
"leggeri" direi che dei pesi o tiranti fanno al caso nostro.
I tiranti? I pesi?
Anche dei dadi in ferro
possono essere dei pesi che aiutano a piegare in modo naturale i rami di
una pianta ma fino a un certo punto. Se il ramo è piuttosto consistente
all'attaccatura del tronco sarà molto difficile dare una forma
naturale, sembrerà un arco. Nel caso sia di dimensioni ridotte il
compito è più facile. Si agirà in due tempi: prima i tiranti poi i
pesi. Il tirante sarà posizionato (legato) a metà del ramo, protetto
in modo che il filo non penetri sotto la corteccia, e legato al bordo
del vaso. In seguito saranno applicati dei pesi fino a raggiungere la
posizione orizzontale del ramo.
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Metodo di legatura di due rametti contrapposti. Si usa
per allontanare o avvicinare i rametti tra loro. Per piegature diverse
dalle dette potrebbero oscillare e non fare forza

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