In
questa vasta Piazza di S. Giovanni, idealmente centro religioso della
città trovano posto il Battistero, la Cattedrale e il bel Campanile
Dedicato a S. Giovanni Battista,
patrono della città. Questo splendido edificio romanico dell'XI sec. che Dante
chiamò « il bel S. Giovanni», rivestito da marmi bianchi e verdi, è arricchito
da tre splendide porte di bronzo. L'ingresso normale è dal lato sud. Per meglio
seguire l'evoluzione stilistica della scultura nelle tre porte, suggeriamo di
visitarle secondo l'ordine esposto più avanti. Interno, armonico e solenne a
pianta ottagonale, incrostato come all'esterno di marmi bianchi e verdi . La
Cupola dalla forma comunemente detta «a tenda» è impreziosita da mosaici che si
estendono nella volta dell'abside o scarsella, aggiunta nel XIII secolo. Solide
ed antiche colone, alcune in porfido, sostengono l'architettura a trabeazione.
Su, nella galleria o matroneo squisite bifore che con la lanterna illuminano
l'interno. Nella cupola, ammiriamo i famosi mosaici, iniziati da Jacopo
Francescano (1225), continuati da artisti veneziani e fiorentini, tra i quali,
si crede, anche Cimabue giovane, che, proprio iniziando dai cartoni di questi
mosaici, gettò le basi della pittura fiorentina.
Particolarmente
interessante è l'ampia e maestosa figura del Redentore dominante nel
Giudizio finale. Nelle altre zone figurano Cerarchie celesti; episodi
della Bibbia tra cui la Creazione di Adamo ed Eva, Storia della vita di
Giuseppe e di S. Giovanni Battista, patrono della città.
Il
grande fonte battesimale che si trovava nel centro, dove fu battezzato
Dante venne smontato nel 1577. I frammenti si conservano nel Museo del
Duomo. Ora si battezza sul piccolo fonte vicino alla parete, di scuola
pisana (1371), sormontato dal Battesimo di Cristo dell'Allori (1590).
Osservare la zona del pavimento intarsiato, con motivi dello Zodiaco e
di stoffe orientali. Alla parete opposta: Tomba dell'antipapa Giovanni
(Giovanni Cossa), deposto nel Concilio di Costanza in cui egli stesso
riconobbe la sovranità di papa Martino V, e venne da lui nominato
Cardinale di Firenze dove morì nel 1419. Cosimo il Vecchio suo gran
patrono, incaricò Donatello di questo capolavoro che eseguì con
l'aiuto di altri artisti, tra cui Michelozzo, autore delle squisite
figure della Fede, Speranze e Carità, nelle nicchie inferiori.
A sinistra, lastra tombale del Vescovo
Ranieri (XII sec.). L'Altare della tribuna venne ricomposto nel sec.
XIII. L'angelo portacandelabro è di Agostino di Jacopo (1320). In fondo
all'abside, statua del Battista del Piemontini (1688). Sulla sinistra
della tribuna, tra due sarcofagi, famosa Maddalena penitente in legno
policromo di Donatello (1460) restaurata dopo i danni che ricevette
durante l'alluvione del 1966.
Porta esterna a sud. Di Andrea
Pisano (da Pontedera) (1330-1336), che eseguì con i suggerimenti (si
crede) di Giotto, suo maestro. La porta ha venti pannelli raffiguranti
Scene della vita del Battista e Virtù Cardinali dal ritmo gotico come
mostrano le plastiche ed armoniche scenette deI Banebetto di Frode e la
Deposizione del Battista nella tomba che, col pannello raffigurante la
Speranza, annunziano la prima porta del Ghiberti, nel lato opposto. Gli
stipiti di questa porta furono più tardi impreziositi con fogliami e
graziose testine di Angeli da Vittorio Ghiberti, figlio ed allievo di
Lorenzo (1452-1462). In alto sull'architrave, la Decapitazione del
Battista è di Vincenzo Danti (1572). Continuando a destra del
Battistero, osservare sul fondo della Piazza, il Palazzo
dell'Arcivescovado, del Dosio (1572), ricostruito più indietro nel 1895
per in grandire la piazza. Da questo lato si può vedere l'abside del
Bartistero, aggiunta nel XIII sec. Più avanti nella piazza, Colonna di
S. Zanobi, eretta per ricordare il miracolo del Santo che secondo la
tradizione, avrebbe fatto fiorire qui un albero secco, durante la
traslazione delle sue spoglie da S. Lorenzo al Duomo il 23 gennaio del
1429.

Speranza
Interno battistero
Andrea Pisano
Porta nord del Battistero. Di
Lorenzo Ghiberti, vincitore del celebre concorso del 1402 a cui
parteciparono Jacopo della Quercia ed altri artisti, tra i quali il
Brunelleschi, che dichiarò la superiorità del Ghiberti. L'artista, con
l'aiuto di numerosi collaboratori tra i quali Paolo Uccello e Donatello,
iniziò questa prima porta nel 1403, terminandola nel 1424. I venti
pannelli superiori raffigurano Evangelisti e dottori della Chiesa. La
critica più recente trova in questa porta , caratteri più personali
che nella seconda porta dove l'artista introdusse il bassorilievo
d'ispirazione donatelliana. Qui le scene, dalla ritmica modulazione
gotica, sono rese con più profonda poesia come mostrano i pannelli
recanti la Tentazione e l'Annunciazione. Si osserva negli stipiti e
nelle fasce della porta, le graziose testine di giovani e adulti. Nella
fascia mediana a sinistra, dall'alto, la quinta testina, con un
Copricapo quattrocentesco, è l'autoritratto del Ghiberti. In alto sulla
trabeazione, gruppo in bronzo del Battista che predica fra il lecito e
il fariseo, opera di Gian Francesco Rustici (1506-1511), che risente,
nel rilievo, dell'arte di Leonardo.
Seconda Porta. Del Ghiberti,
detta «del Paradiso», di fronte alla Cattedrale (1425-1452) che
l'artista terminò dopo 27 anni di lavoro, con l'aiuto del figlio
Vittorio, Bernardo Cennini, Michelozzo ed altri artisti, tra cui Benozzo
Gozzoli. E' la porta che Michelangelo dichiarò degna di essere la porta
dei Paradiso. Durante l'ultima guerra, si restaurò. Oltre a togliere la
patina del tempo per poterla riportare, con le altre, all'antica
doratura. Nei pannelli di questa famosa porta si ammirano ampie
composizioni, ricche di figure, architetture e paesaggi, plastici e
sintetici, tipici della grande epoca rinascimentale. I motivi dei dieci
pannelli, suggeriti dall'umanista Leonardo Bruni recanti Episodi del
Vecchio Testamento rappresentano, iniziando dall'alto in basso e da
sinistra a destra: 1) Creazione di Adamo ed Eva, il Peccato originale,
Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre; 2) Caino e Abele lavorano
nei campi; Uccisione di Abele; 3) Storie di Noè, rese con ricchezza di
particolari; 4) Apparizione degli Angeli ad Abramo; sacrificio d'Isacco;
5) Storie di Esaù e Giacobbe particolarmente interessanti, per i valori
plastici, arebitettonici e rinascimentali; 6) Giuseppe venduto ai
mercanti; la tazza d'oro viene ritrovata nel sacco di Beniamino;
Giuseppe si fa riconoscere dai Iratelli. 7) Mosé riceve le tavole della
legge sul monte Sinai. 8) Il popolo d'israele attraversa il Giordano.
Presa di Gerico. 9) Battaglia contro i Filistei; David vince il gigante
Golia.10) Salomone riceve nel gran tempio la regina di Saba.
Nei battenti e negli stipiti della
porta, graziose figure di Sibille, alternate con ritratti fiorentini
dell'epoca. Nella striscia centrale a sinistra, in basso, la testina
calva è l'autoritratto del Ghiberti nella sua maturità. Ai lati della
porta, antiche colonne in porfido, donate dai Pisani ai Fiorentini
(1117), per aver difeso fedelmente la loro città quando questi erano in
guerra nelle Baleari. Sulla trabeazione della porta, Battesimo di
Cristo, di Andrea Sansovino (1502): l'Angelo è dello Spinazzi (XVII
sec.).
