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Palazzo-Fortezza, iniziato nel 1255 per la sede del Capitano del Popolo. L'ideatore di questo edificio, ancora sconosciuto, Incorporò il palazzo nella precedente torre merlata della « Volognana » recante la storica campana, che annunciava con i suoi lugubri rintocchi le pene capitali e che ora suona per le ricorrenze nazionali e locali.

Dal 1261 il palazzo fu sede del Podestà, magistrato che doveva equilibrare il potere dei partiti e, più tardi, dei Giudici di Rota. Dal 1574 fu qui la sede del Bargello o Capitano di Giustizia. In questo periodo l'interno del Palazzo venne trasformato in squallide e durissime prigioni, disposte a terreno, nella « Loggia » e nel « Salone» allora diviso in 4 piani con più di 30 celle. Al tempo del Podestà, il Salone era sede del Consiglio generale. Ora è dedicata a Donatello, e Ospita capolavori della scultura quattrocentesca fiorentina.

Nel Cortile fu eretto il palco dei supplizi. Nella sala, ora delle « armi », vi fu quella di tortura. Ai prigionieri si strappavano le confessioni con strumenti orribili e crudeli. Si deve a Pietro di Lorena l'abolizione di questi infami e crudeli abusi di giustizia, delle tristi prigioni e del palco dei supplizi, la distruzione di tutti gli orribili strumenti di tortura, che gli storici ricordano con raccapriccianti descrizioni. Con i sapienti restauri di Francesco Mazzei (1865-71)il Palazzo, splendido esempio dell'architettura gotica fiorentina, fu restituito all'antico splendore


Palazzo del Bargello

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