Crea sito

Storia di Firenze


In origine

L'origine di Firenze risale al 50 a. C. quando alcuni legionari di Giulio Cesare tracciarono, sul modello del "castrum" romano, il "cardo" e il "decumano" (le due strade orientate rispettivamente da nord a sud e da ovest ad est) intersecantesi nell'attuale piazza delia Repubblica dove anticamente era il Fòro.

Il nome che venne dato a questa città, per motivi augurali o per il fatto che la fondazione era avvenuta in periodo primaverile, fu "Florentia", la città del fiore.

Nel periodo romano la città aumentò gradatamente d'importanza e grandi edifici dovettero essere costruiti anche se oggi non rimane niente. Resistente alle calate barbare si strinse sempre più attorno all'autorità religiosa dei vescovi e godette di una particolare vivacità nel X secolo quando il marchese Ugo di Toscana (fondatore della chiesa della Badia dove è seppellito) decise di trasferire la sua sede da Lucca a Firenze.
La chiesa ed i suoi vescovi diventarono sempre più potenti, e quando il papa si schierò contro l'imperatore, ebbe appoggio della parte benestante del popolo fiorentino: inizia così il destino guelfo della città che dovrà ben presto scontrarsi però con i nobili aristocratici, costretti ad inurbarsi in seguito a rivolte contdine.
Si andavano quindi delineando partiti e posizioni che porteranno a lunghe guerre interne ed esterne con continui capovolgimenti fino alla fine del XIII secolo.

Nel 1115 il comune di Firenze è praticamente già costituito e la Repubblica fiorentina inizia la sua gloriosa ma contrastata vita caratterizzata dalle lotte tra i nobili che detenevano per lignaggio il potere dei ricchi mercanti che invece lo detenevano economicamente.
I due si erano ormai organizzati in partiti (rispettivamente ghibellini e guelfi) che dietro il nominale attaccamento alla causa dell'imperatore o del papa nascondevano però interessi personali come la questione del potere cittadino.


Appoggiati dall'Imperatore i ghibellini riescono più volte a sconfiggere i guelfi nel 1250 e ancora nel 1260 a Montaperti. Dopo alterne vicende a rapidissimo giro di anni i guelfi vincono la battaglia di Campaldino (1289) che vede la definitiva sconfitta del partito ghibellino e il regolarizzarsi di una situazione politico-economica che porta al governo (con gli Ordinamenti di Giustizia del 1293) le Arti o corporazioni di lavoro. Queste, che consistevano in associazioni di lavoratori dello stesso ramo, sono distinte in Arti maggiori (Giudici e Notai, Mercanti Calimala, Cambiatori, Lanaioli, Setaioli, Medici e Speziali, Vaiai e Pellicciai) e Arti minori (Beccai, Calzolai, Fabbri, Maestri di pietra e di Legname, Linaioli e Rigattieri, Vinattieri, Albergatori, Oliandoli e pizzicagnoli, Cuoiai e Galigai, Spadai e Corazzai, Correggiai, Legnaioli, Chiavaioli, Fornai). Ognuna delle arti aveva diritto ad essere rappresentata nel Priorato ma solo le maggiori avevano l'accesso alle cariche pubbliche.

Cosimo dei Medici e arti

Cosimo detto Il Vecchio

COSIMO il Vecchio

Simboli arti Maggiori

...successivamente....

a situazione ormai normalizzata permette di convogliare denari nell'erezione di edifici pubblici: la Cattedrale e il Palazzo della Signoria sono i due massimi esempi. Ed è questo il tempo in cui due tra le maggiori personalità fiorentine salgono alla ribalta: Dante e Giotto. Ma le lotte interne riprenderanno ben presto con la spaccatura del partito guelfo in "bianchi" e "neri" che, pressappoco, ripropone le dinamiche delle antiche dispute. Le discordie favoriscono l'insediamento del tirannico Gualtieri di Brienne, duca d'Atene, che però nel 1343 è cacciato a furore di popolo. Una micidiale peste dimezza la popolazione fiorentina nella prima metà del Trecento e si procede poi senza grandi rivolgimenti fino al 1375 quando le arti minori sempre più vessate si ribellano, sotto il comando di un semplice cardatore di lane, Michele di Lando, al "popolo grasso" che comunque di lì a poco riuscirà a riprendere, e saldamente, il potere cittadino. Siamo ormai agli inizi del Quattrocento e già diverse famiglie si vanno distinguendo per le ricchezze accumulate ed ovviamente pretendono una particolare autorità sulla "cosa pubblica". Tra queste si distingue la famiglia dei Medici che, arricchitasi prima col commercio delle lane e poi con operazioni "bancarie", propone il suo più prestigioso membro: Cosimo, poi detto il Vecchio.

Simboli arti minori


Intelligente ed abile, amante delle arti e "rispettoso" della lìbertà dei suoi concittadini (non abolì mai la Repubblica), visse come privato cittadino facendo però valere il peso della sua ricchezza. Fece cose egregie per la politica e la cultura cittadina tanto che i successori si ispirarono alla sua illuminata politica con grande, vantaggio per la famiglia e per la città come dimostra l'attività del nipote, Lorenzo il Magnifico, che fece di Firenze una delle città più importanti in Europa. È questo il tempo di Botticelli, di Michelangelo e Leonardo giovani. Dopo la morte di Lorenzo c'è un confuso intermezzo politico: prima il governo popolare del Savonarola, poi il ritorno mediceo poi la cacciata e poi ancora il definitivo ritorno della famiglia (1537) ad opera di Cosimo, figlio di Giovanni dalle Bande Nere, che questa volta, con l'appellativo di "primo granduca di Toscana", diventa indiscutibilmente principe.

Si apre così la fase granducale che i Medici conducono per circa duecento anni fino a quando, nel 1743, i Lorena d'Austria subentrarono per questioni dinastiche in seguito al fatto che, Anna Maria Ludovica, l'ultima dei Medici, non aveva lasciato figli maschi. I Lorena continueranno a regnare con illuminata pacatezza fino al 1860 quando Firenze proclama la propria annessione al Regno d'Italia del quale sarà poi capitale dal 1865 al 1871. La storia di Firenze, da questo punto in poi è quella dell'Italia e tra gli eventi particolari della città c'è purtroppo da ricordare la sciagurata inondazione dell'Arno, del 1966, che tanto danno procurò alla città per metà sommersa dalle acque.

Altra sciagura grave è stata quella della notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 una vettura imbottita di esplosivo veniva fatta esplodere a Firenze, in via dei Georgofili, provocando 5 vittime.....