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La fisiologia delle piante in genere


Semplicemente

Se dovessimo descrivere una pianta al pari di una persona dovremo dire che ha testa, piedi e corpo. I "piedi" sono interrati, il "corpo" è il tronco e la "testa" la parte dei rami e le foglie. Sotto vediamo come è conformato il tronco o rami che hanno più di un anno. La corteccia, il libro o floema, strato spugnoso con linfa discendente; il cambio, pellicola quasi invisibile che produce cellule esterne e interne rispettivamente legno e floema; alburno, legno trasportatore di linfa grezza e deposito di sostanze nutritive, se ne viene interrotta la circolazione può morire tutto l'albero.

La radice principalmente provvede all'assorbimento dell'acqua e degli elementi nutritivi disponibili nel terreno e serve anche come ancoraggio al suolo. Il liquido nutritivo, linfa grezza, giunge fino alle foglie a causa di coesione, traspirazione e capillarità.

Composizione del tronco

a foglia ha il compito di trasformare la linfa grezza in linfa elaborata. Il liquido composto dopo la sintesi si trasforma in amidi e sostanze organiche e si dispongono in tutte le parti della pianta.

Tronco

Radice

La radice principalmente provvede all'assorbimento dell'acqua e degli elementi nutritivi disponibili nel terreno e serve anche come ancoraggio al suolo. Il liquido nutritivo, linfa grezza, giunge fino alle foglie a causa di coesione, traspirazione e capillarità.

Radice

Foglia

La foglia ha il compito di trasformare la linfa grezza in linfa elaborata. Il liquido composto dopo la sintesi si trasforma in amidi e sostanze organiche e si dispongono in tutte le parti della pianta.

foglia

Equilibrio

Quanto accennato sopra ha bisogno di un equilibrio: poche radici sviluppano poca chioma; poca chioma scarso sviluppo radicale. Si può aggiungere che sia le radici, sia la chioma hanno bisogno di un'alimentazione adeguata data da una buona mescola di terriccio idonea al tipo di pianta che stiamo coltivando. Le alghe e successivamente le piante sono state, nei tempi più remoti, l'inizio della vita. Oggi ci accorgiamo che quel processo iniziato centinaia di migliaia di anni fa ci è prezioso: é la nostra vita.

Nutrimento

Il concime In generale gli alberi come abbiamo visto, traggono il loro nutrimento dal processo interno della fotosintesi clorofilliana che permette loro di costruirsi il cibo.
Oltre a questo nutrimento auto prodotto c'è bisogno di alcuni elementi necessari alla produzione di nuove fibre o necessari a portare a buon termine alcune operazioni durante lo sviluppo e la vita in genere del soggetto. Gli alberi che crescono allo stato naturale, trovano gli elementi necessari nel terreno circostante che colonizzano con la crescita delle radici. Ci sono alberi che per loro fortuna nascono in una posizione favorevole, cioè in un terreno fertile, altri, più sfortunati nascono in terreni con meno sostanze nutritive. Ci sono poi gli alberi coltivati in agricoltura che ricevono il nutrimento senza problemi, perché è l'uomo a somministrarglielo. Al bonsai, che è coltivato dall'uomo, e vive entro i confini del vaso, quindi non può allungare più di tanto le sue radici alla scoperta di nuovi orizzonti, viene somministrato concime. Possiamo dividere in due grandi gruppi le sostanze necessarie al mondo vegetale: i macroelementi, praticamente indispensabili, vengono assorbiti in dosi massicce, e i microelementi di cui servono piccole quantità.

Macroelementi

Azoto
uno dei macroelementi che operano nel mondo vegetale con ben precisi compiti è Azoto: Serve per la crescita vegetativa, per la produzione di nuovi tessuti, foglie, rami ecc. Possiamo un po' paragonarlo alle proteine nella alimentazione umana. È utile che sia presente nel terreno in primavera durante lo sviluppo vegetativo dell'albero. Se è presente in eccesso a fine estate non lascia lignificare i germogli, perché la pianta continua a promuovere la crescita fogliare anziché stabilizzarsi. Inoltre, talvolta può rallentare anche altre funzioni quali l'allegagione (passaggio da fiore a frutto) e la maturazione del frutto, proprio perché la pianta si dedica allo sviluppo della vegetazione tralasciando le altre funzioni. Al contrario la carenza di azoto provoca clorosi, che colpisce prima le foglie più interne allargandosi a quelle più esterne.

Fosforo

Il fosforo aiuta la formazione delle sostanze proteiche, favorisce l'allegagione del frutto e la formazione di radici.

È dunque utile tenere presente il suo utilizzo quando si deve favorire l'apparato radicale, ad esempio dopo il trapianto.

La carenza di fosforo provoca la defoliazione alla base dei rami delle necrosi sui bordi delle foglie (il bordo della foglia è nero).

Potassio

Il potassio aiuta e potenzia il processo fotosintetico, aumenta il tenore zuccherino della frutta e quindi la sua qualità. La sua presenza aiuta la produzione di tessuti più resistenti al freddo e quindi una corteccia migliore. La carenza di potassio provoca la defoliazione sulla punta dei rami, mentre le foglie rimanenti rimangono piccole e si ripiegano. Le confezioni di concime indicano la presenza dei tre elementi in termini di concentrazione con una tripletta di numeri, ad esempio 5-10-10, un numero per ogni elemento nel seguente ordine facile da ricordare perché alfabetico: Azoto - Fosforo - Potassio.

Microelementi

I microelementi, utilizzati in quantità molto piccole, sono comunque importanti per la pianta anche se non fondamentali come i macroelementi e la carenza di alcuni di essi può causare squilibri vegetativi. Essi si trovano di solito in quantità sufficienti nel terreno e sono: Calcio, Magnesio, Ferro, Zinco, Manganese, Rame... È abbastanza facile trovare in commercio, soprattutto nei garden center, confezioni di piccole dimensioni, ideali per il bonsaista, che propongono apporti correttivi dei microelementi più comuni.

Come si usa il concime

Viste le caratteristiche delle principali sostanze chimiche vediamo come somministrarle. Di solito i concimi chimici si trovano in commercio sotto forma di sali da disciogliere in acqua o in forma granulare da mischiare al terreno. La quantità da utilizzare è sempre riportata sulla confezione. Il mio consiglio in fatto di fertilizzazione chimica disciolta in acqua è il seguente: Poiché il bonsai vive in un contenitore minuto, il terreno in esso contenuto si asciuga molto velocemente e quindi necessita di essere innaffiato almeno tutti i giorni durante la stagione calda. Le frequenti irrigazioni contribuiscono a dilavare il terreno e ciò comporta la fuoriuscita di parte degli elementi nutritivi dal foro di drenaggio. Si può ovviare a questo inconveniente preparando una soluzione un po' meno concentrata di fertilizzante rispetto a ciò che indica la confezione. Una soluzione di questo tipo viene somministrata un po' più frequentemente, ad esempio ogni 15 giorni. Così non si ha uno spreco di fertilizzante ed è sicuro che quello somministrato è in larga parte utilizzato dall'albero. I sali minerali disciolti in acqua sono utilizzabili velocemente dalla pianta e possiamo dire che il loro effetto è quasi immediato.

Cincime organico

I concimi di origine organica contengono elementi nutritivi sotto forma di proteine e li possiamo miscelare al terreno durante la fase di preparazione del terriccio per il trapianto. Essi sono assorbiti a lunga distanza dalla pianta dopo che i microrganismi li avranno trasformati prima in composti ammoniacali e poi in nitrati. Tra essi ricordiamo i vari letami animali (cavallo, mucca...) che devono essere usati ben maturi per evitare fermentazioni; la pollina e altri tipi di guano, da usare con cautela e in dosi molto ridotte percè concentrati e dunque molto potenti; il sangue secco e la cornunghia, derivati dallo scarto di lavorazione dei macelli. In commercio si trovano anche altri tipi di fertilizzanti a lenta cessione,ad esempio le tortine di fertilizzante provenienti dal Giappone. Assumiamo in questo caso l'improprio termine di "tortina di concime", che deriva dalla traduzione letterale dall'inglese del termine usato in letteratura bonsai. Queste non sono nient'altro che un impasto di materiale organico che, a seconda delle ricette, è formato da semi di ravizzone tritati con l'aggiunta di polvere di ossa e in qualche caso di sangue secco. Pressate sino a formare palline delle dimensioni di un tappo di sughero, le tortine vengono poste sulla superficie del terreno del vaso bonsai e con il susseguirsi delle annaffiature si sgretolano cedendo lentamente i loro principi attivi al terreno. Hanno l'inconveniente di emanare uno sgradevole odore e di divenire il ricettacolo per la deposizione di uova da parte delle mosche. In effetti man mano che si disgregano è facile trovare in esse larve di mosca. Un rimedio a quest'ultimo inconveniente consiste nel mettere una retina formata come un tappo rovesciato sul concime.

Ph del terreno

Le qualità di un terreno possono essere misurate in molti modi, consistenza, coesione, quantità di macro elementi e di micro-elementi in esso contenuti e acidità. Questa ultima, è una delle caratteristiche. essenziali da tenere sotto controllo. La scala dei valori del Ph dà il grado di acidità del terreno e va da 0-14, il valore medio è sette, al di sotto del sette il terreno è acido, da sette a quattordici è basico. Si stabilisce che tra i valori 6.5 e 7.8 circa il Ph è neutro. Gran parte delle essenze in natura vivono bene con livelli di Ph neutro. Altre invece non sopportano che siano valicati certi confini; ad esempio: un terreno basico per piante acidofile come azalea e rododendro è come un veleno. Esistono in commercio dei kit per la misurazione delle caratteristiche del terreno, da quello più semplice che contiene le cartine al tornasole e la soluzione in cui disciogliere un pizzico di terreno, ai più sofisticati PH-tester con indicazione tachimetrica. Raccolto un minimo di informazione sul terreno ottimale della specie che si vuol trattare a bonsai, è bene verificare che il terriccio che vogliamo utilizzare risponda a queste caratteristiche. Eventuali correzioni del grado del Ph possono essere apportate aggiungendo sostanze basiche, come ad esempio un po' di calce, ai terreni molto acidi e un po' di torba, terriccio di foglie, solfato di ferro per i terreni troppo calcarei.

Scala del Ph

Ph

Granulometria del terriccio

Un'altra caratteristica importante del terriccio è la granulometria, Il modo di svilupparsi delle radici, il grado di umidità che un terreno è capace di trattenere, dipendono anche dalla granulometria. Con l'ausilio di setacci a maglie differenti, si possono preparare terricci a consistenza più o meno grossolana. Il materiale al disotto dei due millimetri di diametro può essere scartato. In effetti questo materiale se rimane nel vaso viene trasportato e accumulato dall'acqua negli interstizi e nelle sacche d'aria intasandoli.Questo porta ad avere un terreno troppo compatto senza circolazione d'aria. La granulometria da 3 a 5-6 mm. è consigliata per piante che devono essere rinvasate più spesso, quindi piante giovani caducifolie e alberi da fiore in genere. Il terriccio composto da materiale più grossolano, oltre i 6 mm. è usato per alberi che vengono trapiantati meno frequentemente come le conifere e i vecchi esemplari in genere. La granulometria elevata è consigliata in questi casi perché il terreno deve resistere più a lungo all'azione erosiva dell'acqua che, come detto prima, tende a trasportare la parte polverulenta del terriccio verso il basso intasando tutti gli spazi interni al pane radicate. La consistenza del terreno può essere corretta con sabbia grossolana, pomice, argilla espansa ecc. I ciottoli aggiunti sono migliori se hanno i bordi non troppo levigati perché mantengono più facilmente interstizi e sacche d'aria. Sono da preferire quindi, i materiali che provengono da frantumazione, cioè a scaglie, piuttosto che quelli provenienti da fondo alluvionale, ovvero lisci. La granulometria elevata, composta da materiale grezzo, aiuta l'infittimento e l'ulteriore suddivisione delle radici. Viceversa, in un materiale soffice e senza asperità le radici crescono lunghe e filiformi, non si dividono ulteriormente e una volta raggiunto il fondo del contenitore si avvolgono in una spirale che colonizza fittamente lo strato basso. Tenere presente che il tipo di materiale aggiunto per correggere la granulometria può variare la chimica del terreno.